mercoledì 13 maggio 2009

Le Monde e l'immagine delle donne nella TV italiana

Ieri Le Monde ha scritto de Il Corpo delle Donne
Questo è il collegamento all'articolo.
Di seguito la traduzione in italiano della parte che ci riguarda.

Presentato da qualche settimana, il documentario Il Corpo delle donne, visibile su Internet, dona un’immagine devastante –e diciamolo –vergognosa - delle donne e della televisione. Durante venti minuti di montaggio trafelato, vediamo solo cosce, mutandine e altrettanti seni trasmessi non a fine palinsesto, ma al mattino o al pomeriggio, nelle trasmissioni domenicali, nei quiz.
Il colmo di una di queste trasmissioni è stato quello d’invitare una “velina” a fare una doccia tutta vestita in modo che i telespettatori vedessero le sue forme più da vicino. In un’altra, una giovane ragazza è costretta a sorridere e ondeggiare durante tutta la puntata in un cilindro di plexiglas che serve come piedistallo del tavolo del presentatore.
Lorella Zanardo coautrice del documentario, si interroga denunciando “questa dittatura del corpo perfetto” : “ Abbiamo convertito tutta la nostra cultura all’estetica di un cabaret di spogliarelliste ?”
Per la filosofa Michela Marzano , questa “eccezione italiana” riproduce il “vecchio modello di sottomissione della donna all’uomo” a testimonianza d’una volontà “d’espellere le donne dallo spazio pubblico, politico, intellettuale privandole della parola”. Autrice di "Le Fascisme : Un Encombrant Retour" (Larousse) e direttrice della collana PUF, denuncia “una doppia strumentalizzazione“: “fanno loro credere che l’accesso alla politica è aperto, ma le donne restano delle comprimarie.“

[...]
A seguito di un concorso televisivo che, ogni estate seleziona le più belle tra le candidate, Marianna Rizzini ha constatato che “molte sono diplomate e considerano questo lavoro come un acceleratore di carriera. E’ come la lotteria: se vincono, si assicurano finanziariamente il loro avvenire.” Una di queste ragazze che viene mostrata dal documentario di Lorella Zanardo dichiarava : “ Ho studiato quattro anni alla Bocconi (una prestigiosa università milanese), sono stata dirigente d’impresa. Oggi, il prodotto, sono io! E lo vendo sul mercato dello show-business “.

Philippe Ridet - Le Monde

martedì 12 maggio 2009

Essere femministe

Accade che dopo gli incontri in cui presentiamo IL CORPO DELLE DONNE, e dopo la trasmissione dell'Infedele da Gad Lerner, molte donne e anche qualche uomo, mi si avvicini e mi dica: “ Ma sa che lei non sembra femminista a guardarla?” o “ Meno male, lei parla di donne ma non sembra una femminista”.

Negli ultimi anni si è data spesso una connotazione negativa al termine femminista.

“Femminista”, mi diceva una ragazza giorni fa,” è una donna oggi vecchia ma ancora arrabbiata. Le femministe hanno fatto tanto per noi donne. Però erano contro gli uomini. Invece noi no. Noi agli uomini vogliamo piacere. E il contesto di oggi è migliore, non è più quello degli anni 70” .

Anche le ragazze della tv vogliono piacere, un piacere che assomiglia a una resa, piacere abdicando a chiederci come noi vorremmo piacere e non scegliendo di piacere come il mercato o la tv ci chiede di essere.

E’ in fondo quello che diceva Alba Parietti durante la trasmissione di Gad Lerner lunedi 4 maggio “mi sottopongo alla chirurgia perché voglio continuare a piacere e a piacermi”.

E’ un desiderio condivisibile quello di continuare a piacere, anche invecchiando. Però vorremmo poterlo fare a modo nostro.

Abbiamo invece introiettato lo sguardo maschile a tal punto, o quello che noi presumiamo essere lo sguardo maschile, sino ad avere perso la capacità di riconoscere i nostri desideri più profondi e veri, quelli da cui partire per piacerci al di là delle richieste del mercato.

Perché è avvenuto?

Perché questa assoggettamento al mercato?

Perché questa omologazione?

Perché è più facile, verrebbe da rispondere. Perché è molto meno faticoso conformarsi che proporre un modo autenticamente nostro.

“Se vi riconoscerete, vi riconosceranno” mi diceva Enrico Ghezzi la scorsa domenica, citando S.Tommaso durante una presentazione de IL CORPO DELLE DONNE a Genova.

E attendono solo di riconoscerci i molti uomini che scrivono il loro sdegno verso le immagini de IL CORPO DELLE DONNE, ci tengono a dissociarsi, a dichiarare il loro essere al nostro fianco.

Siamo rimaste troppo sole negli ultimi anni. Abbiamo creduto di potere fare a meno del confronto con le altre donne, ritenendo erroneamente che i diritti ed il rispetto fossero ormai acquisiti

Ecco, essere femministe aveva e potrebbe ancora avere il bellissimo scopo di creare dei luoghi di “riconoscimento”, dove la conoscenza di sé avvenga anche attraverso l’incontro con l’altra.

sabato 9 maggio 2009

Non sono certamente dei modelli?

Per anni non ho guardato la tv. Come ho scritto, semplicemente non mi interessava. E quando ho visto, scrivere IL CORPO DELLE DONNE è stata la risposta ad un bisogno impellente: riuscire a far guardare con nuovi occhi la tv a chi la tv la guarda, e tanto.
Il 60% del pubblico televisivo è composto da donne. L'80% delle persone che guardano la tv, hanno la tv come unico strumento di informazioe.
Come arriviamo a parlare con loro? Non con i saggi, non con i libri, purtroppo.
Dico purtroppo perchè quelli sarebbero i miei strumenti, quelli che amo.
E nemmeno i giovani che guardano molta tv, leggono. E comunque hanno tv youtube e internet come sguardo verso il mondo.
Non c'è giudizio da parte mia verso chi la tv la guarda. Molte delle donne che incontro mi dicono della loro solitudine e che la tv è la loro "compagnia": c'è di che riflettere e confrontarci per giorni se siamo rimaste così sole. E ho immaginato con dolore i pomeriggi di donne mature e ragazzine davanti allo schermo, divertite in apparenza ma con un sottile disagio che aumenta di ora in ora e di giorno in giorno, disagio a cui non sanno dare un nome e che si chiama senso di inadeguatezza: mai così belle come in tv, mai così magre come in tv, mai così giovani, così lisce, così toste...
E sulla costruzione dilagante del disagio vengono ideate le trasmissioni del mattino e del pomeriggio. Quelle che noi non vediamo, perchè al lavoro, perchè con un bel libro tra le mani, impegnati in una discussione, noi che scegliamo.
Qualcuno, pochissimi, mi scrive del timore che si debba ricorrere alla censura. No. L'unico mezzo in cui credo è educare a guardare, essere consapevoli. E decidere di non volerla più guardare o meglio, di poter chiedere che sia diversa.
Per questo abbiamo messo il documentario IL CORPO DELLE DONNE sul sito: perchè noi e voi che la tv non la guardiamo o la guardiamo poco, possiamo proporne la visione a chi la tv la guarda e poi discuterne, parlarne.
Un docente mi ha scritto che l'ha già fatto vedere a piu classi, senza commento, cos'altro potevo dire? dice. Succede a molti che vedono il documentario e che di solito guardano tanta tv, di "vedere" quelle immagini per la prima volta, guidati dal testo.
Per chi di pomeriggio è lontano dallo schermo, propongo la visione di questo servizio tratto dalla puntata del 24 febbraio de "La Vita in diretta", contenitore del pomeriggio di RAI 1 che è visto appunto dal pubblico di cui scrivevo prima.
Dura ca 4'. Impossibile non rendersi conto che trasmissioni come questa costruiscono modelli da seguire. Nessuna colpa a Flavia. La responsabilità è totalmente di chi usa Flavia. Inutile ora continuare a chiederci cosa ci è successo, come è possibile essere arrivati così in basso.
Pericoloso farsi assorbire dal senso di impotenza e disperazione.
Facciamo.
La vita in diretta - Rai1 - 24/02/09

venerdì 8 maggio 2009

MUTAZIONI

Il teatro CARGO di GENOVA organizza il Festival MUTAZIONI che a partire da oggi e per 15 giorni racconterà con spettacoli, tavole rotonde e video, i cambiamenti e le mutazioni del corpo femminile.
IL CORPO DELLE DONNE sarà proiettato domenica 10 maggio alle 18,30 a Palazzo Ducale. Seguirà dibattito su "Corpi femminili e Media" con Enrico Ghezzi e Lorella Zanardo.

giovedì 7 maggio 2009

Immagini che possono educare

Per anni non ho guardato la tv. Semplicemente la trovavo noiosissima.

Poi il coautore de IL CORPO DELLE DONNE, Marco Malfi, mi provocò sostenendo che se volevo continuare ad occuparmi di donne, dovevo guardare la tv.

Così è nato il nostro documentario.

Fino a quel momento ero sempre stata d’accordo su quanto scrive Giovanna Cosenza sul suo blog: non filmiamo, non fotografiamo i corpi delle donne. Lasciateci in pace. Dobbiamo lavorare, fare figli e crescerli, "far aumentare il PIL lavorando di più e facendo piu bambini," curare gli anziani.

Poi ho visto ed ho capito che non potevo sottrarmi.

La maggior parte delle donne, che costituisce il 60% del pubblico televisivo, ha la televisione come unico strumento di informazione: quello che viene trasmesso diventa riferimento, educazione, esempio.

Come riusciamo a parlare a queste donne? Dove le intercettiamo? Come facciamo nascere un dubbio sulla validità del modello di donna proposto dalla tv?

Quando presentiamo IL CORPO DELLE DONNE in pubblico, il commento piu diffuso da parte delle donne è sempre: " io guardo la tv tutti i giorni, mi fa compagnia...però quelle immagini lì non le avevo mai viste..o forse non me ricordavo così...adesso starò più attenta..".

L'assuefazione alla visione di immagini di corpi spogliati ed umiliati ci ha condotto ad utilizzare il montaggio delle immagini tv per educare a "vedere", per provocare reazioni che sono sempre, da parte di uomini e donne, di disgusto.

Cioè il proporre un punto di vista diverso fa guardare alla tv in modo nuovo e piu critico.

Quello che auspico non è una censura televisiva, bensì una chiara inversione della domanda televisiva. Prendere coscienza della profonda discriminazione contenuta nelle immagini femminili proposte dalla tv per chiedere un'altra tv.

Innescare un processo educativo verso uno sguardo critico alla tv.

Divenire consapevoli del nostro potere: se non ci piace la possiamo spegnere. Se la spengniamo qualcuno si chiederà cosa ci piace.

Siamo anche le principali decisori d'acquisto dei prodotti che in tv vengono pubblicizzati. Dobbiamo solo rendercene conto.

Aldo Grasso commenta su CorriereTV

Aldo Grasso fa una analisi, in Appuntamenti di CorriereTV, per spiegare il successo di ascolto della puntata dell'Infedele che aveva al centro del discorso le donne e l'uso del loro corpo.
Pare nel suo commento trattare ogni aspetto della Tv, trascurando però il contenuto che questa trasmette, il discorso che questa fa.

mercoledì 6 maggio 2009

Ancora l'Infedele

Gad Lerner ha pubblicato sul suo blog questo post dove riflette sulle ragioni del successo di ascolto della puntata dell'Infedele di lunedì scorso, dove abbiamo discusso del corpo e dell'anima delle donne. Parla degli ospiti e del tema affrontato.


Le domande

Grazie per le moltissime mail di apprezzamento che ci state inviando.
Mettiano on line il nostro "saggio visivo" IL CORPO DELLE DONNE che pone delle domande sul perché noi donne, e anche gli uomini, non chiediamo una tv rispettosa della nostra immagine.
Se potete cercate di vederlo senza interruzioni, dura 25 minuti.

Perché non reagiamo?
Perché questa umiliazione continua?
Di che cosa abbiamo paura?

martedì 5 maggio 2009

Il confronto sul Corpo delle Donne continua

Loredana Lipperini parla del documentario e di femminile sul suo blog Lipperatura.

"IL CORPO DELLE DONNE" E' ON LINE

Il nostro documentario è ora visibile per intero qui sul nostro blog.

GRAZIE!

Grazie di cuore a tutti quelli che ci stanno sostenendo dopo la trasmissione su La7 di ieri sera. Siamo felici di ricevere i vostri commenti sul nostro lavoro, sono così importanti per proseguire e per trarne nuovi spunti. Continuate!

lunedì 4 maggio 2009

A "L'INFEDELE" su La7, questa sera lunedì 4 maggio parliamo de IL CORPO DELLE DONNE

Nella trasmissione di questa sera L'Infedele su La7 alle 21.10, condotto da Gad Lerner, interverremo con brani del nostro documentario e con la nostra ricerca sul tema donne e istituzioni:
"Il corpo delle donne tra tv e politica - Dalla tv alla politica, il corpo femminile in Italia è sempre più al centro di un acceso conflitto. L'Infedele ne discute con Sofia Ventura di "FareFuturo", la politologa che per prima ha parlato di "velinismo politico". Partecipano: la poetessa libanese Joumana Haddad; Gabriella Carlucci (Popolo della Libertà); Margherita Hack (Rifondazione Comunisti Italiani); la showgirl Alba Parietti; l'autore televisivo Cesare Lanza; Lorella Zanardo, autrice del film-documentario "Il corpo delle donne". Con un'intervista alla filosofa Michela Marzano."
 
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