mercoledì 3 giugno 2009

Fare la propria faccia

Nella trasmissione L’Infedele del 4 maggio, Gad Lerner mandava in onda alcuni minuti del nostro video IL CORPO DELLE DONNE. Alla visione di alcuni volti televisivi visibilmente modificati dalla chirurgia estetica, Margherita Hack interveniva sostenendo che quelle donne erano più brutte che se avessero mostrato la loro vera età. Questa è anche l’opinione di molte di voi che scrivono al nostro blog: la chirurgia estetica che interviene in modo massiccio sul volto rende, secondo l’opinione qui espressa, più brutte.

Credo che sia in fondo un fatto poco rilevante definire se gli interventi chirurgici rendano più o meno belle le persone, uomini e donne.

La carrellata dei volti proposti nel nostro documentario, molti rifatti, altri al naturale, volevano portare all’attenzione e ad una successiva riflessione l’importanza del ruolo svolto dal volto umano nelle relazioni sociali, la comunicazione espressa dai volti in tv e soprattutto la ricaduta sociale della scomparsa dei volti.

Quali effetti scaturiranno dalla rimozione delle nostre facce?

Faccia ha la stessa radice del verbo fare, quindi in un certo senso noi facciamo la nostra faccia. La mia faccia è fatta dalla mia vita, dalle esperienze che ho avuto, dai dolori che ho provato, dalle gioie che ho condiviso. Lo spiega bene James Hillman nel suo “La Forza del Carattere”.

Ho il diritto di privare il mondo della mia faccia? Posso incontrare l’Altro nascondendomi dietro la mia “non faccia”?

Sono domande su cui urge riflettere, prima che la chirurgia estetica spazzi via i nostri volti.

La domanda è profonda e investe le relazioni sociali che formano il tessuto di una società.

Penso ai volti dei vecchi della mia vita, a mia nonna che è vissuta con noi bambine per molti anni. Cerco di ricordare il suo volto e mi pare di poter dire che la sua faccia di vecchia mi ha dato quella stabilità che a volte smarrivo. Era l’esempio che c’era stato altro prima di me e che quindi anche io in un futuro avrei potuto rappresentare la continuità per i figli che avessi generato.

E anche da un punto di vista meno individuale, è facile immaginare come sarebbe una Società senza volti maturi: quelle facce, ricordarlo è importante, sono un riferimento fondamentale per chi sta crescendo.

Se i nostri volti scompaiono, dove reperire i segni della pietas, quella comprensione umana di cui oggi c’è profondamente bisogno?

E’ necessario, a mio avviso, avviare una riflessione sociale su questo fenomeno dilagante.

Il ruolo che la televisione gioca in questo campo è fondamentale, per come riesce ad imporre modelli che poi vengono seguiti da larghe fasce di pubblico.

In pochi anni la chirurgia estetica è diventata uno dei temi più trattati, con grande leggerezza, durante programmi televisivi in fasce orarie di grande audience (vedi post Cattiva Maestra Televisione/1).

Il modello della donna matura e rifatta è quello oggi più diffuso nella televisione italiana: dove sono i volti reali delle donne? Perché le donne vere non possono apparire in tv?


30 commenti:

  1. Ancora una volta, poni delle domande urgenti e cruciali.
    Credo che la rimozione (chirurgica e digitale) dei segni del tempo dal volto sia conseguenza della rimozione collettiva della Morte, unico vero tabù contemporaneo; e della necessità di cancellare l'individualità per lasciare il posto allo stereotipo, socialmente più controllabile e rassicurante. E il volto delle donne è come sempre territorio preferenziale per queste operazioni.
    Il volto non può più dire se stesso, la censura avviene a livello preverbale.
    Non riconoscendo neanche se stessi diventa impossibile l'incontro con l'Altro, e così si perde del tutto il fondamento dell'Etica.

    La "comprensione umana di cui oggi c'è profondamente bisogno", come giustamente noti, è forse temuta e avversata come un elemento di sovversione sociale? Dividi et impera...
    Laura Albano

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  2. Da medico, ho capito che è possibile accettare i cambiamenti del corpo e anche la "naturalità" del nostro destino finale solo entrando in contatto con il declino del corpo, il dolore e la sofferenza. Paradossalmente, niente rasserena di più che incontrare il declino e la malattia e capire che entrambi fanno parte della nostra vita. Non lo dico per mettermi in mostra: negli ultimi anni, quando mi pare di aver fatto abbastanza esperienza, lavoro meglio e sono più serena. La rimozione del ciclo naturale del nostro corpo può solo generare ansia e altra rimozione...

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  3. I volti delle mie nonne, anziane, sono i volti che ho piu' guardato, amato, e rispettato. Quei volti erano dicevano molte cose, delle loro vite, faticose e uniche. Adoravo vedere ridere i loro occhi in mezzo alle rughe.

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  4. sono d'accordo. L'ossessione per la perfezione dei corpi, per la "bellezza" a tutti i costi è sicuramente legata all Morte. La Morte a cui ci abituano a non pensare, a non farci i conti fin da piccoli. Come se l'uomo potesse non morire mai...

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  5. Daniela Meneghini3 giugno 2009 14:04

    Il documentario è molto bello e da tempo sentivo il bisogno di vedere del materiale e dei commenti così chiari e ben organizzati su un tema che mi sembra urgente e importante e sui cui le nostre figlie (e figli) anche se molto giovani devono cominciare subito a riflettere. Il vostro lavoro è chiaro, il linguaggio pacato, l'obiettivo condiviso da moltissimi. Vi ringrazio

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  6. L'ossessione del tempo è quello che ci unisce un po' tutti in questa società in cui nulla è abbastanza.
    Fermarci nn ci risulta possibile ma fermale delle "cose" (espressioni) come fossero fotografie è l'unica cosa che si riesce a pensare di potere fare.
    Quindi dei volti bloccati in espressioni statiche diventano il nostro biglietto da visita in una vita in cui nn riusciamo a trattenere nulla.

    Peccato,fermarsi,con qualche ruga in più significherebbe sorriderne e goderne.
    Nella migliore delle ipotesi esserne coscienti!

    Un abbraccio :)

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  7. Il documentario è bellissimo, complimenti! Credo che il parere della Hack riguardo alla bruttezza dei visi rifatti non si riferisse soltanto all'aspetto estetico. Quelle facce sono brutte perché sono tutte uguali, perché non hanno storia, non hanno vita, congelate come sono in una pretesa quanto assurda eterna giovinezza...
    Fabiola B.

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  8. Ho letto di un libro appena uscito:
    "Appena ho 18 anni mi rifaccio"
    Purtroppo non sono solo le mature che si rifanno.

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  9. Laura Albano nel primo commento a questo nuovo post ha, secondo me, centrato in pieno il vero problema di questa società, ovvero il vero tabù contemporaneo ravvisato nella Morte. questo naturale accadimento ci è dato come off-limit.non se ne può parlare, anzi si deve fuggire dal pensiero. Per assurdo permettiamo nelle mani dei nostri figli giochi che simulano le morti altrui permettendo che la morte diventi un gioco.
    non essendo stati capaci di trasmettereil vero significato della Morte, abolendola addirittura quale conseguenza naturale della vita vissuta, la società ci dice di abolire la vecchiaia, di trasformare i nostri corpi in qualcosa di apparentemente senza età, senza espressione, senza emozioni. noi donne siamo le schiave di questo pensiero diffuso....

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  10. isa.doro@virgilio.it3 giugno 2009 17:29

    Ciao lorella, finalmente ho visto il vostro video e anche la puntata dell' infedele. Grazie dell' impegno che avete messo nel documentario.
    Mi piace anche la rubrica "TV cattiva maestra" utilissima, e ce ne sono di esempi!
    Diffonderò questo blog.
    Quando da piccola mi arrabbiavo a vedere le ragazzine di Boncompagni (ricordate Ambra e le centinaia di compagnette urlanti di quella trasmissione?), pensavo che fosse un obrobrio ma che nel futuro sarebbe cambiato, anche grazie a noi. Ah Ah, che illusione di bimba. L'italia in cui viviamo ha scordato del tutto le pari opportunità. Queste scene allucinanti di "finto divertimento", "finta disinvoltura" e "finta sensualità" nel nome dell' omologazione a una "finta bellezza" mascherano la totale mancanza di creatività, di gioco, di amore, passione ed eros. E' vero che io come molte e molti abbiamo smesso di guardare la tv... per fare altro! E per fortuna nella vita reale ci siamo molte donne vere e belle e con tutta la storia negli occhi, e la tv in fondo... non è del tutto specchio della realtà! Ma danno ne fa, eccome, e al solito, un lavoro acuto come il tuo passa per moralismo. Un affettuoso saluto!

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  11. ...si,condivido le reazioni ultime che associano al passare del tempo la Morte..
    Faccio appello a tutte le donne di 50 60 anni di riflettere,...
    Noi eravavamo di MODA negli anni 60, perchè per qualche stagione sono andati di Moda I GIOVANI...
    Eravano un movimento Giovanile...
    Ora Facciamo che siano di Moda anche i Vecchi, noi stesse ex giovani, che forse non molliamo l'idea di protagonismo, ora come allora..

    Facciamo diventare questa stessa identità consapevole e rivoluzionaria di donne VECCHIE, ben felici di esserlo e sopravissute ad esperimenti pericolosi e indispensabili per aprire la strada!

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  12. sono davvero contenta di vedere tanto interesse per un argomento così importante ma fino ad ora assente da ogni dibattito. Spero questo sia solo l'inizio di un'ampia e lunga riflessione sull'identità femminile, su ciò che siamo e che vorremmo essere, sui "valori" che vogliamo regalare ai nostri figli.
    Grazie

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  13. roberta coliola4 giugno 2009 16:01

    Il vostro è un lavoro necessario e che mancava. Non è vero che le donne non parlano in difesa della loro dignità, il problema è che pochi sono disposti ad ascoltare. E poi c'è rassegnazione e soprattutto la sensazione che sia impossibile cambiare. Eppure basterebbe che tutte le donne d'Italia....

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  14. ti dispiace ds e linko il tuo articolo e lo diffondo anche tramite facebook e il mio blog???

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  15. Io credo che la morte non sia l'unico motivo che spinge le donne ad affidarsi alla chirugia plastica (è comunque interessante notare che tutti o quasi scrivono la parola con la maiuscola, cosa che non si fa quasi mai con la parola VITA). Il problema è che la nostra società è rimasta patriarcale come 100 anni fa. Pensiamo di esserci emancipate, ma in realtà tra le mura di casa e anche fuori i ruoli sono ancora ben definiti. Come fa ben notare Zanardo riguardo alla risposta della sua amica quando le chiede di uscire a cena: "devo chiedere a mio marito"!!! Al massimo lo informo che esco, non gli CHIEDO di uscire. Cos'è? mio padre? Oltre a ciò ritengo che siamo rimaste assoggettate a quello che è il desiderio maschile. Vorrei fare notare che gli italiani sono i primi nel mondo per quanto riguarda il turismo sessuale. E solitamente l'offerta è composta da donne poco più che adolescenti e comunque in molti casi minorenni (a volte purtroppo anche da bambine). Quindi chiediamoci perchè vogliamo apparire più giovani: forse perchè agli uomini piacciono le bambine??? Perchè ci sottomettiamo a questo desiderio maschile? E il nostro desiderio dove lo mettiamo? Perchè dobbiamo piacere ad ogni costo? E sopratutto mi pare che dobbiamo piacere a TUTTI. E questa è sicuramente una cosa sbagliata. Io voglio piacere soltanto a chi mi apprezza, a chi capisce la mia personalità, a chi sa vedere la bellezza intrinseca che è in me. Poi sicuramente essere notati perchè si è belli fa piacere, aumenta l'autostima, ma allora torniamo al punto di partenza che si è detto per Flavia di Reggio: ma quanto è insicura e fragile questa ragazza? E poi, oltre alla televisione che sicuramente ha una parte importantissima in questa tendenza, che ruolo hanno giocato le madri nell'educazione delle figlie? Come mai non sono riuscite a fare delle proprie figlie degli esseri pensanti e critici? Forse ho fatto troppe domande e non ho dato risposte, ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensate... un abbraccio, sonia

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  16. Presentarsi con il proprio volto, la propria faccia presuppone una coscienza di se, una conoscenza di se stessi che oggi piano piano stiamo perdendo.Non siamo piu'abituati a chiederci chi siamo, a interrogarci sui nostri bisogni, esigenze e allora? allor ci nascondiamo dietro volti che pensiamo ci possano far accettare da altri.

    Ci hanno convinto che SEDURRE E' POTERE, che chi seduce ha potere....no care amiche questo è un gioco sporco al quale nn dobbiamo cadere.Se affidiamo ad un'altra persona il compito di farci sentire bene o male STIAMO PERDENDO POTERE NELL'ILLUSIONE DI GUADAGNARNE...............
    M.M.

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  17. @tittidiruolo
    No non mi dispiace, diffondi e grazie

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  18. Quando fra qualche secolo gli uomini del futuro troveranno i nostri scheletri, non troveranno ossa, ma silicone, protesi, gomma, acido ialuronico e cervelli di plastica.
    A parte le battute, grazie per l'impegno che mettete in questo argomento, cercherò di diffondere il vostro documentario e il vostro blog il più possibile.

    P.S. ma organizzare una bella manifestazione no? Mi vedo già i volantini sparsi per le città, volantini su cui non c'è scritto nulla, solamente pieni di foto di facce di donne "normali".

    Chiara

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  19. Rimanendo in tema FACCE consiglio la visione del video di Zucchero "Wonderful Life"...lo linkerei direttamente io da youtube, ma non so se sia consentito farlo. Dall'infanzia fino alla vecchiaia si può vedere una sfilata di facce stupende: tristi, felici, rugose, fresche, vissute, serie o sorridenti...tutte, in una frazione di secondo dell'inquadratura, riescono a comunicarci per un attimo il bagaglio che è la loro vita. :)

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  20. Il concetto di morte,lho abbiamo rimosso..siamo nati per vivere e MORIRE...Dobbiamo percorrere questo percorso che è valido e sublime per tutti...nascere e morire è assolutamente naturale,,,Le donne che rinnegano questo passaggio dalla giovinezza alla saggiezza.devono spegnersi, come voce come potenza.
    Viva la Donna Vecchia e saggia!!!

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  21. Non sopporto più nessun commento maschile, neanche se musicale..Non sono quelle le voci che contano! Lasciamo parlare le donne..!!!

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  22. complimenti per tutti gli argomenti trattati...questa sfilata di "maschere" deformi,mi mette una profonda tristezza...purtroppo ce le propinano quotidianamente ...sono tutte intorno a noi...madri che vogliono somigliare alle figlie,anzi sono in competizione con loro!non meravigliamoci del nauseabondo circo mediatico ....la dignità d queste donne che fine ha fatto?
    sara

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  23. Cosa si può fare per mandare qualche primo segnale di totale insofferenza verso quest'Italia che ci deprime, ci svilisce, ci svaluta, donne e giovani. Ci obbliga a partire per disperazione, depressione, senso di smarrimento, abbandono. Tutto è marcio, si lavora gratis.
    Come possiamo fare? Come possiamo riappropriarci del nostro paese, della televisione e dell'informazione.

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  24. Qualcosa si muove.. o almeno speriamo: quello che mi fa rabbrividire è che dobbiamo ringraziare la sfacciataggine del nostro presidente del consiglio che ha tirato troppo la corda con la storia delle veline candidate al parlamento europeo per questa valanga di proteste. Della serie non tutto il male viene per nuocere.. O no?


    http://www.facebook.com/group.php?gid=84941512490

    Appello per una repubblica che rispetti le donne.

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  25. Maria Grazia Tundo7 giugno 2009 08:22

    Sarebbe possibile trasformare il documentario su "Il corpo delle donne" in formato da distribuire e far vedere nelle scuole? Ho visto che c'è la versione con i sottotitoli in inglese e mi farebbe piacere usarlo come materiale didattico (insegno lingua straniera). Per me sarebbe anche interessante una versione con traccia audio in inglese.
    In ogni caso, sto diffondendo il link a questo blog dal mio sito didattico: grazie davvero per il vostro lavoro a nome delle mie studentesse che - grazie anche a voi - hanno cominciato a leggere il libro "Dalla parte delle bambine" che hanno trovato nella biblioteca delle loro mamme!

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  26. abbiamo lottato per l'eguaglianza, per il rispetto verso il nostro (a mio parere meraviglioso) genere, abbiamo lottato per la nostra libertà e abbiamo lottato per la nostra dignità; ma è questa la libertà? è libertà il fatto di poter cambiare il CORPO a proprio piacimento? per me LIBERTà è il sacrosanto diritto di essere giudicate per le nostre capacità e la nostra intelligenza. Il corpo è solo un involucro, niente più.
    La dignità di una donna non è nel diritto di andare in giro mezza nuda, dignità è camminare a testa alta, orgogliosa di essere donna e non per le tette, non per le minigonne ma orgogliosa di essere una donna che riflette, una donna che non ha bisogno di un uomo per essere felice, una donna che basta a se stessa.


    per khalida, sempre.

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  27. " Era l’esempio che c’era stato altro prima di me .... "
    e se ce l'ha fatta lei, anch'io posso

    diffondo il blog, grazie!
    Non siamo tutte/i lobotomizzate/i dalla spazzatura in TV
    WOW!

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  28. Dio solo sa quanto mi sia costato diventare quella che sono, affermare me stessa nella mia famiglia, con un padre come quello che ho avuto. Io, le mie idee, le mie scelte, abbiamo pagato un prezzo altissimo per arrivare fin qua, ma ce l'abbiamo fatta. Non mi manca forza, tenacia, coraggio, intelligenza. Eppure sì, sono ricorsa alla chirurgia plastica e due volte l'anno sotto la pelle del mio viso inserisco un filler. Ho superato da un bel pò i quaranta ma non li dimostro e ne sono orgogliosa. Ma non è del mio corpo che mi sono presa più cura. Mi sono occupata maggiormente della mia cultura e della mia educazione emotiva. Sono d'accordo su quanto pubblicato su questo blog, solo vi chiedo di concedere un pochino di più. La vita si è allungata e non ci trovo niente di male a dilatare la gioventù a sfavore della vecchiaia. Come in tutte le cose ci vuole buon senso.

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  29. @anonimo 13giugno 17,43
    concordo su tutto cara anonimo 13 giugno.
    L'obbiettivo de il corpo delle donne è di innalzare il livello di consapevolezza sull'uso dell'immagine che di noi si da in tv: bambole ibernate in una perenne gioventù.
    Nessun giudizio su scelte individuali e condivisibili.
    Che le donne si comportino come credono, non abbiamo certo bisogno di diktat imposti anche dalle ns simili, ne abbiamo già tanti imposti dalla società! A me chiedono spesso se sono femminista: parrebbe che il trucco, che mi piace, e i tacchi che mi piacciono non si concilino con il dichiararsi femminista. Ricordo Susan George, teorica del movimento no global, in tailleur e perfettamente truccata...Paese provinciale il nostro...

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  30. Cara Lorella e tutte /i.
    Qui su tutto sovrasta la domanda: cosa possiamo fare ?

    Ma con il passaggio al digitale e tutti i canali che vedo, non si riesce proprio a inventarci qualcosa per farne uno su LE PERSONE (E I LORO DIRITTI,GIUSTIZIA, PARITA' ECC...). Con film documentari, interviste-blog e chi piu' ne ha piu' ne metta. Facciamo una raccolta fondi e fondiamo una coop ??
    antonella

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