
lunedì 16 febbraio 2009
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IL CORPO DELLE DONNE è il titolo del nostro documentario di 25' sull’uso del corpo della donna in tv. Siamo partiti da un'urgenza. La constatazione che le donne, le donne vere, stiano scomparendo dalla tv e che siano state sostituite da una rappresentazione grottesca, volgare e umiliante. La perdita ci è parsa enorme: la cancellazione dell'identità delle donne sta avvenendo sotto lo sguardo di tutti ma senza che vi sia un'adeguata reazione, nemmeno da parte delle donne medesime. Da qui si è fatta strada l'idea di selezionare le immagini televisive che avessero in comune l'utilizzo manipolatorio del corpo delle donne per raccontare quanto sta avvenendo non solo a chi non guarda mai la tv ma specialmente a chi la guarda ma “non vede”. L'obbiettivo è interrogarci e interrogare sulle ragioni di questa cancellazione, un vero ” pogrom” di cui siamo tutti spettatori silenziosi. Il lavoro ha poi dato particolare risalto alla cancellazione dei volti adulti in tv, al ricorso alla chirurgia estetica per cancellare qualsiasi segno di passaggio del tempo e alle conseguenze sociali di questa rimozione.
IL CORPO DELLE DONNE è stato selezionato dal festival di documentari ITALIANI BRAVA GENTE di Firenze.
Non c'è alcun moralismo in questa ricognizione sull'uso dei corpi delle donne nel'immaginario commerciale del mercato mediatico italiano. C'è la coscienza che l'immaginario, in una società che di immagini vive, costituisce il fondo della coscienza di ognuno, condizionando in modo non diretto e dilatato nel tempo i comportamenti. Non sosteniamo alcuna equazione immagine= azione, e così un'immagine di violenza non porta direttamente all'esercizio della violenza ma crea però le condizioni per cui comportamenti violenti non siano avvertiti come realmente pericolosi.
RispondiEliminaE poi è importante il contesto: l'arte e la cronaca si possono permettere l'uso delle immagini di violenza per contrastarla, l'intrattenimento a scopo commerciale no perché le sue finalità sono altre e non può quindi chiarire il proprio messaggio a chi lo osserva.
Queste foto non illustrano un prodotto, non creano un'emozione o una aspettativa, ma sono solo la scoppiazzatura di un immaginario violento che alberga egualmente nella pornografia quanto nella pubblicità. mancanza di idee e disprezzo della realtà.
"Le masse moderne non credono alla realtà del mondo visibile (...) ma soltanto della propria immaginazione"
Hanna Arendt, Le origini del totalitarismo
Questa osservazione, che riguarda la vita politica, tocca il discorso sulle immagini perché queste oggi sono indissolubilmente legate alla lotta per il potere politico, sociale e culturale.